Menù digitale
Allergeni nel menù digitale: come indicarli piatto per piatto
La legge accetta gli allergeni scritti sul menù, su un cartello, in un registro o in un «sistema equivalente, anche digitale». Un menù online va bene se accanto a ogni piatto si leggono i suoi allergeni prima di ordinare, e se è aggiornato come la cucina.
A cura di 1012labs · · 3 minuti di lettura
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Cosa dice la legge sul menù digitale
L’articolo 19, comma 8, del decreto legislativo 231 del 2017 chiede che gli allergeni siano riconducibili a ciascun alimento, prima che venga servito. Subito dopo elenca i supporti ammessi: menù, registro, apposito cartello «o altro sistema equivalente, anche digitale».
Il digitale quindi è ammesso alle stesse condizioni della carta. Le informazioni vanno scritte in italiano e devono essere chiaramente visibili e leggibili (comma 10). Se mancano, la multa va da 3.000 a 24.000 euro (articolo 23, comma 2).
Accanto al piatto, non in un file a parte
L’errore più comune è il menù online con un PDF degli allergeni collegato in fondo. Il cliente sceglie dal telefono, poi dovrebbe aprire un altro file e cercare il piatto in una griglia. Si può fare, ma è il contrario di «riconducibile a ciascun alimento».
Meglio scrivere gli allergeni sotto il nome del piatto, con le parole: «Contiene: glutine, uova, latte». Sul telefono i numeri con la legenda costringono a scorrere avanti e indietro, le parole no.
Tre stati vanno tenuti distinti: il piatto contiene questi allergeni, il piatto non ne contiene nessuno, gli allergeni non sono ancora stati scritti. Se il terzo caso viene mostrato come il secondo, il menù dice una cosa falsa.
Per chi non usa il telefono
Il QR al banco non è comodo per tutti: un cliente può avere il telefono scarico o preferire leggere le informazioni su carta. Tieni una copia stampata e aggiornata della tabella allergeni e fai sapere al personale dove trovarla.
La copia stampata è anche la documentazione scritta che la legge chiede se usi l’avviso «chiedi al personale». Un modello da stampare e compilare è nella guida sulla tabella allergeni.
Aggiornalo quando cambia la ricetta, non a fine stagione
Il vantaggio del digitale è che si corregge in un minuto. Serve però una regola: chi cambia una ricetta o un fornitore aggiorna il piatto lo stesso giorno, prima del servizio.
Il piatto del giorno è il punto debole. Se lo scrivi sulla lavagna, scrivi anche i suoi allergeni. Se lo metti nel menù online, inseriscilo come un piatto qualsiasi, con gli allergeni scelti dalla lista.
- Nuovo fornitore di un semilavorato: controlla l’etichetta.
- Ricetta cambiata: aggiorna il piatto prima del servizio.
- Piatto del giorno: allergeni scritti come per gli altri piatti.
- Una volta al mese: confronta il menù online con la cucina.
Nelle botteghe: la scheda del prodotto
Forni, gastronomie e macellerie che vendono sfuso al banco seguono i commi 1 e 2 dello stesso articolo: sul cartello del prodotto vanno il nome e gli ingredienti, con gli allergeni evidenziati. Se vendi anche online, la scheda del prodotto sul sito deve dire le stesse cose del cartello.
Per gelaterie, pasticcerie e panetterie basta un unico cartello ben in vista (comma 3). Online vale lo stesso principio: ogni allergene si deve collegare al suo prodotto.
Prima di partire
La tua checklist
- Allergeni scritti sotto ogni piatto, con le parole.
- «Nessun allergene» distinto da «non ancora scritto».
- Copia stampata aggiornata per chi non usa il telefono.
- Regola chiara su chi aggiorna il menù quando cambia una ricetta.
Il prossimo passo: Valuta il sito della tua bottega, con catalogo e informazioni sui prodotti.

